nuove tabelle uniche nazionali TUN 2026

Tabelle Uniche Nazionali per il Risarcimento del Danno: Profili applicativi alla luce della recente giurisprudenza

Il tema della quantificazione del danno non patrimoniale ha conosciuto negli ultimi anni un’evoluzione significativa, che ha trovato un punto di sintesi nell’introduzione delle Tabelle Uniche Nazionali previste dal DPR n. 12/2025. Tale intervento normativo si colloca in un contesto volto a garantire maggiore uniformità e prevedibilità nella liquidazione del danno alla persona, superando le difformità applicative che per lungo tempo hanno caratterizzato i diversi ambiti territoriali.

Le Tabelle Uniche Nazionali assumono la funzione di parametro di riferimento per la liquidazione equitativa del danno non patrimoniale ai sensi degli articoli 1226 e 2056 del codice civile. In particolare, esse rilevano nella determinazione del danno biologico derivante da lesioni di non lieve entità, offrendo criteri standardizzati idonei a rendere più omogenea la valutazione delle conseguenze pregiudizievoli subite dalla persona.

In questo quadro normativo si inserisce il recente intervento della Corte di Cassazione, Sezione Terza Civile, con la sentenza n. 8630/2026, che ha fornito rilevanti chiarimenti in ordine all’ambito applicativo delle Tabelle Uniche Nazionali. La Suprema Corte ha infatti affermato che tali tabelle non devono essere intese come limitate ai soli casi di responsabilità derivante dalla circolazione stradale, ma possono essere utilizzate quale criterio generale di valutazione equitativa del danno alla persona anche in ambiti diversi.

L’orientamento espresso dalla Cassazione contribuisce a delineare un’estensione applicativa delle Tabelle Uniche Nazionali che comprende una pluralità di fattispecie, tra le quali rientrano, a titolo esemplificativo, la responsabilità sanitaria, gli infortuni sul lavoro e, più in generale, le ipotesi di responsabilità civile che comportino un pregiudizio all’integrità psicofisica del soggetto. Tale impostazione rafforza il ruolo delle tabelle quale strumento unitario di riferimento a livello nazionale.

Un ulteriore profilo di rilievo riguarda la dimensione temporale della loro applicazione. In giurisprudenza emerge infatti un orientamento volto a ritenere le Tabelle Uniche Nazionali utilizzabili, quale criterio equitativo, anche in relazione a fatti verificatisi anteriormente alla loro entrata in vigore, con particolare riguardo ai procedimenti ancora pendenti, ferma restando la necessaria valutazione delle peculiarità del caso concreto.

L’introduzione delle Tabelle Uniche Nazionali e il loro progressivo consolidamento interpretativo comportano significative implicazioni sul piano operativo, incidendo sulle modalità di quantificazione del danno e sulla prevedibilità degli esiti liquidativi. In tale contesto assume rilievo centrale la valutazione tecnico-giuridica del caso, che richiede un’attenta considerazione delle condizioni soggettive del danneggiato, della natura e della gravità delle lesioni nonché dei criteri equitativi applicabili.

Conclusioni

In conclusione, le Tabelle Uniche Nazionali rappresentano un passaggio di rilievo nel processo di uniformazione dei criteri di liquidazione del danno alla persona, mentre l’intervento della Corte di Cassazione contribuisce a definirne in maniera più ampia l’ambito applicativo. Resta tuttavia fondamentale, nell’ambito dell’attività giuridica, il ruolo dell’interpretazione e dell’applicazione concreta dei principi normativi e giurisprudenziali, in relazione alle specificità di ciascuna vicenda.

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