Malasanità: quando si può ottenere il risarcimento e quali documenti servono per avviare una valutazione
Cos’è realmente la malasanità
Quando si parla di malasanità non si fa riferimento a una semplice complicanza o a un evento avverso imprevedibile. La responsabilità sanitaria si configura quando una struttura o un sanitario violano le linee guida, le buone pratiche cliniche o i doveri professionali, causando un danno evitabile al paziente.
La materia è oggi regolata dalla Legge Gelli-Bianco, che disciplina la responsabilità della struttura sanitaria e del medico, distinguendo tra responsabilità contrattuale (struttura) ed extracontrattuale (sanitario).
Questo significa che non ogni esito negativo è risarcibile: occorre dimostrare che il danno sia conseguenza di un errore o di una condotta negligente.
Quando si ha diritto al risarcimento
Il risarcimento è possibile quando ricorrono tre elementi fondamentali:
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Condotta colposa o negligente
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Danno effettivo alla salute
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Nesso causale tra errore e danno
Quali sono i casi più frequenti?
I casi più frequenti includono:
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Diagnosi tardiva di patologie oncologiche
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Errori chirurgici
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Infezioni ospedaliere evitabili
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Errata terapia farmacologica
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Mancato o incompleto consenso informato
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Ritardi nell’esecuzione di esami diagnostici
In presenza di questi elementi, il paziente (o i familiari) può agire per ottenere il risarcimento del danno biologico, morale, patrimoniale ed eventualmente esistenziale.
Quali documenti servono per avviare una valutazione
Uno degli errori più comuni è rivolgersi a un legale senza avere la documentazione completa.
Per una corretta analisi medico-legale sono indispensabili:
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Cartella clinica integrale
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Referti diagnostici
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Esami strumentali
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Lettere di dimissione
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Eventuali certificati successivi
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Documentazione di spese mediche sostenute
È sempre consigliabile richiedere copia completa della cartella clinica alla struttura sanitaria prima di qualsiasi azione.
Una valutazione preventiva tecnica è fondamentale per evitare contenziosi inutili e individuare correttamente la responsabilità.
Entro quanto tempo si può agire
La legge prevede termini di prescrizione differenti:
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10 anni nei confronti della struttura sanitaria (responsabilità contrattuale)
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5 anni nei confronti del medico (responsabilità extracontrattuale)
È però importante valutare caso per caso, soprattutto quando il danno emerge a distanza di tempo.
Agire tempestivamente consente di preservare prove e possibilità di tutela.
Perché è essenziale una valutazione medico-legale preventiva
In materia sanitaria non basta un sospetto.
Occorre un’analisi tecnica approfondita che accerti:
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Violazione di linee guida
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Condotta alternativa corretta
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Percentuale di danno biologico
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Incidenza causale dell’errore
Solo dopo questa fase è opportuno avviare:
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Procedura di mediazione
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Accertamento tecnico preventivo
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Richiesta risarcitoria alla compagnia assicurativa
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Eventuale azione giudiziaria
Un approccio strutturato tutela il paziente e aumenta le probabilità di successo.
Conclusioni
Affrontare un caso di malasanità richiede competenze specifiche, sia giuridiche sia medico-legali.
Ogni situazione va analizzata con rigore tecnico, evitando promesse superficiali o contenziosi infondati.
Se ritieni di aver subito un danno sanitario, è fondamentale effettuare una valutazione preliminare documentale prima di intraprendere qualsiasi iniziativa
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